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RICHIESTA

AL PROCURATORE GENERALE DELLA FEDERAZIONE RUSSA

V.V. USTINOV

relativa l rafforzamento delle misure coercitive prese contro i patrioti russi secondo l’articolo 282 del Codice penale della Federazione Russa reprimende “l’istigazione lla discordia etnica” relativamente ai giudei.

103793 Mosca Ul. Bol. Dmitrovca, 15A

Al Procuratore generale della Federazione Russa

USTINOV V.V.

Egregio Signore il Procuratore generale,

La richiesta che rivolgiamo a Lei è motivata per la situazione funesta che si dispiega nel nostro paese, segnata per un genocidio mascherato del popolo russo e per la distruzione del sua cultura tradizionale. La parte giuridica della richiesta è esposta negli ultimi paragrafi, punti 1-4. Giacché la questione è troppo tabù, non ci limiteremo soltanto alle formule giuridiche, ma prima spiegheremo l´essenza della contraversia, dimostrando la fondatezza delle nostre preoccupazione.

Il 18 dicembre 2003, nel corso di una discussione televisiva, il presidente della Federazione Russa V.V. Putin citò questa statistica per illustrare « la lotta del governo contro l´estremismo »: nel 1999, quattro persone avevano stato condannate secondo l´articolo 282 del Codice penale della FR, “l’istigazione lla discordia etnica”, nel 2000 dieci persone, nel 2003, 60 querele sporte e 20 sentenze pronunciate; di cui fra 17 et 20 condannazione. (V. Putin, Colloquio colla Russia, 18 dicembre 2003, Mosca, 2003, p.53). Abbiamo tutte le ragione di pensare, che la tendenza proseguette anche nel 2004.

La schiacciante maggioranza di queste querele furono sporte per militanti o organisazione giudei con accusazione d´”antisemitismo”. La maggior parte dei accusati e condannati sono patrioti russi. B.S. Mironov, politico e autore indipendente notabile, ex-Ministro della Stampa, li ha raggiunto recentmente.

Possiamo admettere che il tono preso per i patrioti russi verso giudei è talvolta inaccettabile in una discussione pubblica, ciò perché sono tacciati d’estremismo per i tribunali, le ragione reale di codesti eccessi e le vere origine del conflitto etnico mai erano esaminate nel corso dell´inchieste.

La questione essenziale quella l'inchiesta e il tribunale debbono rispondere è la seguente: se le opinione negative dei patrioti russi contro i giudei corrispondono, nella lora essenza, alla verità? Se no, si può trattarsi di calunnia e d´istigazione alla discordia etnica e religiosa. Se tuttavia corrispondono, allora queste opinione sono giustificate, e nonostante la lora espressione passionale, non possono esser considerate come umiliande, istigande alla discordia etc... (per esempio, se qualcuno tratta un´onest´uomo da criminale, è una calunnia; ma se ciò concerne un criminale notorio, è una semplice constatazione).

Inoltre, ci sono duo parte nel conflitto interetnico, gli accusandi e gli accusati, quindi, bisogna determinare chi sta all´origine del dissidio e chi n´è di fatto risponsabile. Anche bisogna assicurarsi se gli atti rimproverati agli accusati sono forse semplicemente legittima difesa di fronte all´agressione degli accusandi.

Abbiamo tutte le ragione di affermarvi, Egregio Signore il Procuratore, che nella storia e l´attualità mondiale esistono numerosi dati che permettono di concludere incontestabilemente: le opinione negative di patrioti russi verso il comportamento tipico di giudei diretto contro i non-giudei corrispondonon alla verità. Di più, codesto comportamento non è nullamente fortuito, ma prescritto per il giudaismo talmudico e si pratica già da duo millenarii. Quindi, le pubblicazione e le declarazione contro i giudei, rinfacciate ai patrioti sono nella maggior parte autodifesive, con un stile non sempre corretto, ma in fondo giustifiato.

Come prova, presentiamo alla vostra attenzione il libro “Chitsur Shulchan Aruch”, pubblicato ufficialemente Mosca, nel 2001, per il Congresso delle Organisazione e Associazione Religiose Giudee di Russia (COARGR). E un´edizione abbreviata del codice giuridico giudeo intitolato “Shulchan Aruch”, composto nel medioevo sulla basa del Talmud e pienamente applicato ancora oggi. Il rabbino Zinobio Cogan, capo del COARGR, riconosce apertamente nella prefazione :

« Il comitato di redazione del COARGR ha creduto necessario di sopprimere nella traduzione qualche prescrizione della Halacha (legge giudaica), che, nell´edizione russa, sarebbero considerate come un affronto superfluo verso la popolazione russa straniera al giudaismo. Lettori che desiderano leggere il Chitsur « Shulchan Aruch » nella sua integrità sono invitati a recarsi negli iescive per studiare il libro così come altre numerose opere sacre, nella lora versione originale.

In altre parole, uno dei dirigenti della comunità giudea di Russia riconosce, che certi articoli del codice della condotta giudea sono offensivi per la popolazione non-giudea del paese, ma ciò non impediscelo di incitare i suoi correligionarii a studiare queste offese nelle scuole talmudiche finanziate per lo Stato ed i municipii. Del resto, anche nell´edizione tradotta troviamo tale prescrizione:
­ - Nelle « Legge sull´idolatria » si dice che « è vietato di adoperare la figura formata di duo bastoni in croce, oggetto di idolatria », dunque il cristianismo è intenduto come una idolatria e in Russia, paese in maggioranza ortodosso, tutte le regole applicati agli idolatri (“acum”) concernono prima i cristiani ortodossi.

- La prescrizione sulle « casa dell´idolatria (cioè la chiesa) ingiunge di pronunciare la maledizione «Che D-o sradichi la casa degli orgogliosi» ed alla vista di una chiesa distrutta esclamare: «D-o manifestò la sua vendetta!». Ciò non è tutto, una variante di questo precetto è proposta più avanti : «Certi suppongono che si tratasse delle case dei non-giudei che vivono in pace, nella quiete e ricchezza» (pp. 389-390).


­
- I non-giudei sono comparati agli escrementi (pp. 47 e 48).

-­ È vietato di insegnare un mestiere ai non-giudei (p. 390).

-­ «Una giudea non può assistere una non-giudea nel perto», salvo se si rischia di « attirare l’inimicizia contro noi... ma soltante con ritribuzione» (p. 390).

-­ « Se un´uomo ha preso un prestito di un non-giudeo, e colui muore, l´uomo ha diritto di non pagare al suo figlio se colui non sa niente del prestito » (p. 405).

-­ Nelle transazione di denaro, « se un non-giudeo si sbaglia, è permesso di profitare del sbaglio (p. 406).

-­ « È vietato di rimettere un giudeo non-giudei, che si tratti della vità del giudeo o di sui beni, non è importante se la cosa si fa per azione o per parole ; anch`è vietato di denunciarlo o di indicare il luogo dove i sui beni sono nascosti» (p. 408). Insistiamo che si trata di una condutta prescritta a ogni giudeo durante un´inchiesta giudiziaria od in un tribunale.

Certo, nei tredici principii del giudaismo si trova l'attesa del signore della dominazione giudea mondiale, chello farà regnare i giudei sugli altri popoli : «Credo alla venuta del Mosciah, sebbene egli tarda, ío lo attenderò titti i giorni» (p. 485). La Chiesa Ortodossa insegna, che questo signore è identifiato all´anticristo, annunciato per Gesù Cristo (Giov. 5, 43), l'apostolo Paolo (II Tess. 2) ed i Santi Padri della Chiesa. Ciò è una parte importante ed integrante del insegnamento ortodosso sul senso della Storia.

Nell’introduzione del libro, il capo del COARGR Cogan scribe, che «il Talmud sarebbe “il monumento inegualabile del genio giudeo» ed il “Citsur Shulchan Aruch”, riassunto della sua morale, è «l'antologia della civilisazione giudea del nostro tempo... Questo libro è absolutamente indispensabile per voi. Potete agire secondo questo scritto ed esser sicuro di aver fatto la voluntà del Onnipotente ».

Il gran rabbino di Russia, A. Shaievitsh, nota nella prefazione: «L´interesso suscitato per questo libro supera le nostre previsione le più optimiste. Siamo ringraziati per numerose persone molto differente ed ancora più di lettere con preghiere di aiuto nell´acquisizione del libro».

Quindi, si tratta non solamente di un´opera storica, ma di un´istruzione di agire.

Pensiamo che, già sulla basa di questa edizione ufficiale, l´autorità giuridica avrebbe dovuto, conformamente ll’articolo 282 del Codice penale, porre fine alla diffusione di una religione che attizza dai giudei l´astio verso la popolazione russa tra altre. Sopratutto se ci riferiamo al contento di questa « raccolta ideale, monumento inegualabile della morale giudea» - “Shulchan Aruch”, studiato nelle “iescive”.

Utilizziamo le traduzione di un´edizione giudea di Amsterdam, fatte per un esperto giudiziario il Dottore C. Ecker, ebraista tedesco, ll'occasione di un processo che ebbe luogo in Germania nel 1883 (Dr. C. Ecker. Der "Judenspiegel" im Lichte der Wahrheit, - eine wissenschaftliche Untersuchung. Paderborn. 1844 ; traduzione russa C. Ecker, « Il specchio giudeo » alla luce della Verità. Studio scientifico, Mosca., 1906). I giudei avevano incominciato il processo poiché uno dei lori (Justus-Briman), convertito al cristianismo, aveva svelato le legge anti-umane del “Shulchan Aruch” e del Talmud, ma il tribunale assolse il editore stimando che le traduzione erano conforme al originale. Il Dr. Ecker precisò che ci erano infime inesattezze - noi citiamo il testo corretto, colle riferenze esatti ai testi giudei (ci fidiamo alla competenza del ebraista e del tribunale tedesco).

- « Il suo (del non-giudeo) seme è considerato come il seme del bestiame » (Tosefta, complemente al talmud Chetubot, 3, b). « Quando i suoi servitori o le sue serve [muoiono], non si esprima condoglianze ai sopravissuti, ma bisogna diregli [al padrone giudeo] :" Che Dio compensi i danni subiti", esattamente come si dice a un´uomo il cui bue o asino hanno crepato » (Iore de'a, 377-1).

- « È vietato di socorrerli [i non-giudei, acumi] quando rischianno di morire. Per esempio, se tu ne vedi uno cadendo alla mare, non aiutarelo, anche se egli propone di pagarti... È permesso di sottoporre un non-giudeo a un test di medecamento, per sapere se questo è efficace» (Iore de'a, 158-1).

- « Il denaro dei non-giudei è averi senza proprietario e il primo venuto ne prende possesso» « Verso l’acum, sbaglianza non esiste» (Choscen Gamishpat 156-5, Haga; 227-26 ; 348-2, Haga).

- « Quando un giudeo ha rubato un´acum e se [il giudeo] è costritto di prestare giuramento, deve dichiarare nel suo intimo che il giuramento non è valido perché l´ha prestato su costrizione» (Iore de'a 329-1, Haga). Attenzione : qua ancora, si tratta dell´attutudine dei giudei durante inchieste giudiziarie e processi !

- « Quando è provato che qualcuno ha traditto tre volte un giudeo o il suo denaro a un´acum, bisogna trovare i mezzi di farlo scomperire della terra». « Tutti i abitanti del luogo devono contribuire alle spese necessarie per ucciderlo» (Choscen Gamishpat 388-15 e 16).

- « È permesso di uccidere un traditore in ogni luogo, anche nel nostro tempo. È permesso di ucciderlo prima ch´abbia il tempo di fare una dinuncia [che può provocare danni fisichi o finanziarii, anche minimi]… chiunque l´ucciderà in primo avrà un merito » (Choscen Gamishpat 388-10).

- « Un giudeo libertario, vale a dire colui che pratica i riti religiosi dei acumi... uccidere tutti come lui è una buon azione. Se si può uccederlo pubblicamente alla spada, bisogna di farlo; se no, bisogna intraprendere tutto per ucciderlo altrimenti. Per esempio, se vedi uno di loro cadere in un pozzo e se c´è una scala, toglila presto, dicendo : "Ho una noia, bisogna che vada prendere il mio figlio sul tetto, ma riportarò immediatamente", etc... » (Choscen Gamishpat 425-5).

Contro questi testi, riconosciuti come autentichi per il tribunale tedesco (è importante !), insorgiono anche certi giovane rabbini contemporanei e studenti dell´iescive, che si oppongono a una tale morale razzistica (v. sito www.talkreason.org). Il scrittore israelita I. Shamir pubblicò nel giornale “Nash Sovremennic” (Il Nostro Contemporaneo) (2004, N11) tale prescrizzione :

- “Il giudeo è un esser completo, perfetto ed il non-giudeo sebbene è una persone, non è né completo né perfetto. La differenza tra il popolo giudeo e tutti altri popoli è simile alla differenza tra l´anima ed il corpore o tra gli uomini e gli animali... La differenza tra l´anima di un giudeo e quella di un non-giudeo è più profonda e più importante che la differenza tra l´anima animale ed umana”.

-“il divieto di odiare un´altro uomo concerne solamente i giudei... secondo la legge giudea, la vendetta ed il rancore sono permessi solamente verso un non-giudeo... Il giudeo non può far il lutto anche di sui parenti stretti se non sono giudei”.

- “Ogni adoratore di idoli (giudeo o non giudeo) deve esser condannato lla morte... se ci non sono tribunali competenti, allora ogni giudeo ha il diritto e perfino il dovere di uccidare un giudeo di cui l´idolatria fu dimostrata... Riguarda al cristianismo, ci sono divergenze, tuttavia la maggioranza pensano che il cristianismo è una idolatria”.

Possiamo anche citare le parole della preghiera “Shefoch”, in quella i giudei, nel giorno della lora pasqua, chiedono il loro « dio » « di eliminare della terra » tutti gli altri popoli.

Apprezziamo il fatto che certi rappresentanti del popolo giudeo, dei più onesti, rifiutano con noi questa misantropia giudea come per esempio, il israelita Israel Shahac dell’università di Gerusalem ed Israel Shamir. Tutti e due condannono la morale del “Shulchan Aruch” ripresa nelle teorie talmudiche e nelle pratiche del govero giudeo verso i palestiniani (v. pubblicazione di I. Shamir nel “Nostro Contemporaneo” 2003, № 10).

Bisogna sottolineare che le prescrizzione citate sul omicidio non sono solamento teoriche, ma praticate ancora oggi. L´ex-presidente della comunità giudea de Charcov, E. Chodos, ne pubblicò le prove (“Un´ascia sull´Orthodosia o chi ha ucciso il padre Men”, Charcov, 1999) : egli accusa i membri del movimento giudeo Habad del assasinio del sacerdote di origine giudea, Alessandro Men (che «esercitava il culto degli acumi » e sognava sulla fondazione di « una Chiesa ortodossa giudea », ch´è considerato come un crimine per le legge dello stato Israel). L’inchiesta, tuttavia, aveva ignorato queste prove, fu posto a priori che il assassino dove esser cercato tra “gli antisemiti russi”.

Non è strano che gli adepti della morale del “Shulchan Aruch” organizzano loro stessi le azione diritte contro i giudei nel mondo per provocare repressione contro le organisazione patriotiche. Il caso il più famoso in Russia è quello di A. Norinschi, che mandà, nel 1988, volantini “antisemiti” sul nome dell’organisazione «Pamiat», per incitare l´autorità di intraprendere rappresaglia contro ella; il capo-redattore di « Znamia » (La bandiera) G. Baclanov, ugualmente giudeo, l´aiutó stampando il testo a 5000 esemplari. La provocazione fu svelata bastante tarde. (Znamia, n 10 1988 ; Pravda, 19.11.1988 ; Comsomolscaia Pravda, 24.11.1988 ; “Ogonec”, n 9, 1989). Tra i casi recenti, ricordiamo la strana seria di atti vandalisti commessi tra 1998 e 1999 : la notte del 13 maio 1998, Mosca, un´esplosione danneggió la sinagoga di “Marina Roscia” (un muro deteriorato), nella stessa giornata, « un bidone di benzina in fiamme fu posato vicino alla sinagoga d'Otradnoie » ed Ircutsc, « cimetero giudeo fu saccheggiato ». Certo, questi atti ebbero una grande risonanza nella stampa internazionale e, senza prove, furono attributti cosidette “nazi russi” (Nesavissimaia Gazeta, 15 maio 1998). Per contro, quando nel 1999, a Birobigian, la giustizia constató che giudei avevano affittato i servizii di un individuo per saccheggiare la lora sinagoga, la stampa “democratica” tacqui. (« Radonez », 1999, n 15-16).

Secondo le regule giudee di comportamento e la loro realizzazione pratica, è facile di comprendere perché il famoso « antisemitismo », vale a dire il rifiuto di una tale morale, sta il compagno permanente di giudei quale che sia il popolo fra quello si trovano. È la raggione per quella i giudei non erano uguali in diritti negli stati cristiani o musulmani e perché l´hanno ricevuto dopo le rivoluzione borghese rovesciando le autorità tradizionale. Lo stesso fu nel Impero russo, che, non esperando più di fare dei giudei cittadini « come gli altri » li privò dell´egualità in diritti nel XIX secolo, non perche erano giudei di sangue (l’Impero era multietnico), nè perche non erano cristiani (ci erano musulmani, buddisti etc.), ma perche la religione giudea in sé è anticristiana e misantropa spingendo l´astio fino ai crimini rituali fra gli adepti i più zelanti. Numerosi casi di tali crimini rituali furono provati nella giustizia (cf., per esempio, l'inchiesta del Ministero degli l’Interni ante la rivoluzione : V.I. Dahl. “Inchiesta sul omicidio di bambini cristiani per giudei e sul uso fatto del loro sangue”, St-Peterburgo, 1844).

L’esplicazione spirituale di questo odio dell´umanità si trova nel Evangelo, dove il Cristo parla dei capi spirituali giudei, quelli che rinnegàrono Dio il Padre e poi rinnegàrono e crocificàrono Dio il Figlio: «Avete come padre il diabolo, e volete adempiere i desiderii del vostro padre. Egli era oomicida dal inizio... » (Giov. 8: 44). Questa esplicazione dell’agressivitá giudea come essendo una forma di satanismo è generalmente ammessa per la Chiesa Ortodossa. Molti filosofi ed intelettuali celebri che non possono nullamente esser sospetti di « antisemitismo », sottolineavano questo fatto. Per esempio, A. F. Lossev (“Istotshnic”, M., 1996, n 4, pp. 117-122), il padre Pavel Florenschi (cf. libro di V.V. Rosanov, “Sacharna”, M., edizione “Respublica”, 1998, p. 360) ed il padre Serghei Bulgacov: i giudei che hanno respinto il Cristo sono divenuti « il laboratorio di tutti i vizii morali che avvelenano il mondo e particolarmente l´umanità cristiana» (“­ Messager du Mouvement chrétien russe”, Paris, 1973, n 108-110, p. 72). Anche il sacerdote giudeo-cristiano Alessandro Men, che lottava contro « l'antisemitismo », affermava che un giudeo respingendo il cristianismo « si tradice lui stesso e cade facilmente sulla potenza delle tenebre» (revista “I giudei in URSS”, 1975, n 11).

Ció successe sfortunatamente una gran parte del popolo giudeo (oltro i convertiti al cristianismo). Ma questo popolo, nell´insieme, rifiuta di riconoscerlo e afferma che codesta constatazione della veritá esprimata per il Cristo ed i cristiani ortodossi dopo Lui è «offensiva » per les Giudei. Segnatamente contro questa parte essenziale del insegnamento ortodosso, che i querelanti giudei dirigiono le loro accuse «di antisemitismo », esigendo l’interdizione di questo insegnamento (come nel caso del manuale “Fondamenti della cultura ortodossa”).

Tuttavia, non possiamo accettare che sia vietata la visione ortodossa del senso della storia come una lotta tra le forze del Bene (rappresentate per la Chiesa) e le forze del male (rappresentate per la religione contraria, che prepara il regno del anticristo).

Conformamente ai precetti dei Padri ortodossi della Chiesa, non possiamo ammettere la concezione generalmente riconosciuta e falsa della tolleranza vista come rassegnazione di fronte al peccato, il male e, nel questo caso, il satanismo. I cristiani devono, per respetto dell´icona di Dio presenta in ogni uomo ed al fine della salvezza delle loro anime, dimostrare apertamente ai giudei che questi si allontanano pericolosamente della veritá. In ció si manifesta il vero amore del uomo, dal punto di vista dei cristiani, perche sola la conversione al vero messianismo puó salvare un giudeo. La “tolleranza” che favori le eresie ed il satanismo puó soltane provocare la distruzzione spirituale e le vittime ne sono numerose.

A queste che noi obiettaranno che i patrioti russi non sempre distinguono tra i giudei religiosi e gli ateisti, e che molti non sono credendi e non studiano il Shulchan Aruch, rispondiamo : da molte generazione i giudei vivono segregati tra altri popoli (secondo il senso del Cahal giudeo come «un Stato nel Stato », cf. libri di autori giudei come « L'Antisemitismo nell'Antichitá » di S. Lourié e « Il libro del Cahal » di I. Brafman) e cjsí, la morale del “Shulchan Aruch” é divenuta la parte integrante della coscienza nazionale giudea anche nella sua forma laica. Alla questa conclusione viene Hannah Arendt, sociologo e scrittore giudeo celebro:

«É segnatamente nel corso del processo della secolarisazione che il vero fascismo giudeo é nato. Del concetto dell´elezione dei giudei é venuta l'idea che i giudei sono il sale della terra. Da allora, l'antico conceto religioso dell'elezione non é piú l'essenza del giudaismo per divenire la natura di esser-giudeo.» («L'Antisemitisme», Syntaxis, Paris, n 26, 1989).

Questo «vero chauvinismo giudeo» ed il cinismo del spirito del “Shulchan Aruch” si sono manifestati nel genocidio del popolo russo ortodosso negli anni 1920-1930. Anche, sono apparsi apertamente nel corso del sprofondamento dell´Unione Sovietica e le reforme post-comuniste, su forma di appropriazione illegale dei beni pubblichi come « beni senza proprietario » ed anche per la constituzione di una classa dirigente: «Il governo é pieno di giudei», afferma con orgoglio il rabbino A. Chaievitch (Nezavissimaya Gazeta - Figury i litsa, 1998, n 16). Dunque, la loro influenza sulla vitá del paese si trova in sproporzione flagrante colla loro importanza numerica (0,16% secondo l´ultimo censimento), a scapito degli altri popoli del paese e più particolarmente del popolo russo, nazione fondatrice dello Stato.

L. Radzichovschi, publicista giudeo noto, chama ció, « la revoluzione democratica e capitalista.... L'intelligenzia giudea o prossima dei Giudei é stato un dei principali vettori dell´ideologia liberale occedentale, ella é divenuta il teoretico della questa revoluzione». Per questo « i Giudei hanno preso nella politica e nell´economica russe un peso più importante che in qualunque altro Stato cristiano ». É ció che Radzichovschi chiama « la felicitá giudea », titre che porte son article (in “Novoie russcoie Slovo”, 17.01.1996).

I oligarchi giudei, loro stessi, non hanno omisso di vantarsi davanti le camere di TV israelita (2do canale, 3.10.1996) della felicité che si hanno fatto in Russia :

« Il grado della corruzione in Russia corrisponde completamente al grado delle trasformazione in Russia. Non penso che gli statali israeliti abbiano la possibilita di fare una fortuna di milioni e miliardi... ció non appartenni a nessuno, era statale, era a tutti ! Ecco, uno statale potevi, per una semplice firma, dichiarare : «ció appartene a te od a un altro » ... Una buona guerra, che ebbe come risultato la situazione attuale». (Beresovschi). « Da nessuna parte se non in Russia, non possiamo guadagnare i tali beneficii. Una grande parte del capitale, 50%, appartene agli uomini d´affari giudei». (Malchin, oggi membro della presidenza del Congresso giudeo russo). Nel corso della questa emissione Gussinschi, il primo presidente del Congresso giudeo russo, ha citato, fra le raggione del successo dei giudei, «la durezza», «meno legge, più forza, più aggressivitá».

Non dimentichiamo che Goussinschi, allora presidente del Congresso giudeo russo, fu accusato di reati finanziarii, doppodiché fuggí in Israela coi capitali rubati. Il suo successore su questo posto, Nevzlin, ci anche rifugiato, é accusato di aver assassinato i suoi concorrenti. Codesti uomini furono eletti per la comunitá giudea come dirigenti. Sul livello internazionale, i giudei presero la loro difesa ante i tribunali coi gridi di ”antisemitismo statale ” !. Quanti criminali continuono a gioccare impunemente alla questa “buona guerra” - allo scopo di prendere il potere in Russia !

«Per la prima voce da duo millenarii dell´immigrazione giudea in Russia abbiamo ricevuto il vero potere in questo paese” constata E.Topol, un altro scrittore giudeo nella lettera aperta a Gussinschi, Beresovschi, Chodorcovschi ed altri oligarchi (Argumenti i Facti, 1998, num. 38). Dicendolo, Topol ed altri giudei non privati di sensibilitá, per esempio Iuri Nudelman nella revista “Sovetscaia Rossia” (20.06.2002) sottolineano che la politica distruttore e cupida degli oligarchi giudei umilia il popolo russo et provoca l’astio di russi verso i giudei.

Noi preghiamo la Procura generale di considerare l'opinioine di Topol e di Nudelman come confessione della risponsabilitá della parte giudea nella recrudescenza attuale del conflitto tra i Russi ed i giudei.

Tanto piú che per conservare il potere e l´influenza esclusiva sul bene pubblico accaparrato illegalmente, questo ceto governando comminció una politica sistematica di dissoluzione morale et d’abolizione delle valore spirituale, per trasformare il popolo in una massa bestiale senza fide o tradizione, più facile governare ed schiacciare la sua resistenza. In ció, vediamo i chiari segni del genocidio spirituale del nostro popolo.

Cosí, i giudei si sono violentamente opposti ll’insegnamento scolare delle Base della cultura ortodossa ; ed anche lla loro iniziativa noi è vietato, noi, Russi, popolo fondatore dello Stato, di menzionare la nostra appartenenza etnica nei passaporti. Il gran Rabbino A. Shaievitsh esplicó, nel corso di un colloquio con “Los Angeles Times”, che i giudei avevano insistato affinché la menzione della nazionalitá sia eliminata poiché « i Giudei hanno preso alti posti nell´amministrazione » (www.portal-credo.ru/site/print.fp?act=rating&id=21). Altramento detto, admettono da sé quello effetto produrrebbe la loro appartenenza nazionale dai les non-giudei e tentono di nasconderla. Ció é molto significativo.

Tra gli innumerabili esempii d'eradicazione delle valore spirituale, vogliamo attirare la vostra attenzione, Signore il Procuratore generale, sulla politica di Michail Shvydcoi, ex-ministro della culturo ed attuale direttore dell’Agenzia federale della cultura, lui, nella sua emissione TV “La revoluzione culturale”, si attacca al patriotismo russo ed alle tradizione ortodosse, propagando le peggiore oscenitá e l’idea che «Il sesso é il motore della cultura» (7 marzo 2002). Le numerose protestazione dell’opinione publica russa contro le provocazione de «l’uomo N1 della Cultura » sono rimasti senza risultato.

Bisogna sottolineare che Shvidcoi e consorti hanno lla loro disposizione tutti i canali centrali della televisione russa per loro attacchi, mentre i loro oppositori, i patrioti russi ortodossi, dispongono solamente di giornali di piccoli tirages a causa di quali sono accusati nei tribunali. Questa inegualitá di medii puó anche, involontariamente, condurre i patrioti russi reagire troppo appassionnatamente, in particolare quando sono confrontati agli atti sacrilegii e cinicamente russofobi delle personalitá di origine giudea. Ma non bisogna confondere questa passione del partito attaccato, spinti all´esasperanza, colla passione del partito aggressore. L'aggressione é vietata per i cristiani ortodossi, tuttavia ella deve difendere il suo popolo e tutte le cose sacre. Il Cristo, lui stesso, ne ha dato l'esempio, cacciando col flagello i vendotori che profanavano il Tempio.

Nei giornali giudei in Russia, si trovano molte dichiaranzione piú aggressive ancora contro i non-giudei che quelle di che i patrioti russi sono accusati. Per esempio, in “Evreischie Novosti “ (le Notizie giudee), organo del Congresso giudeo russo (2002, n 16, p. 9), A. Liberman, deputato del Cnesset, chiama lla deportazione forzata dei Palestiniani di Israela. Ora i Palestiniani,­ malgrado le risoluzione del Consiglio della Sicurezza dell'ONU, non solamente sono cacciati della loro terra natale (ci sono quattro milioni di rifugiati) ma i loro patrioti sono assassinati colle loro familie: cosí si applicano le regole del “Shulchan Aruch “nella politica del governo israeliano. I giudei della Federazione di Russia sostiene questa politica: il Congresso giudeo russo dichiara che egli “conduce azione di solidaritá col popolo di Israela, facendo il lobbismo politico per gli interessi di Israela » (“Evreischie Novosti “­, 2002, n 15, p. 5). Questo scopo é anche ricercato per l'Istituto Nazionale di Israela e del Oriente, il direttore di quello, Satanovschi, era nello stesso tempo il capo del Congresso giudeo russo.

In tutti i paesi, le comunitá giudee conduscono lo stesso « lobbismo politico » in favore della comunitá giudea internazionale ed a scapito dei paesi di residenza, segnatamente gli USA, uno Stato divenuto lo strumento grazia a quello i giudei agiono alla scala mondiale. A. Sharon l’ha dichiarato apertamente davanti alla Cnesset nel 2001. I giudei hanno perfino utilizzato l’esercito degli USA per distruggere un paese intero – l’Irak. Loro cerecano mascherare il loro razzismo del “Shulchan Aruch” accusando preventivamente di «antisemitismo» (vale a dire, di astio razziale) tutti che non accettano la loro morale, il loro comportamento e le loro guerre. Ma questa sostituzione di concetti é solamente un artificio volgare che devrebbe saltar agli occhi di ogni giudice imparziale. Per esempio, il “Ufficcio dei diritti del uomo di Mosca”, sotto la direzione di A. Brod, ha sovraccaricato la Procura di querele “antisemite”, paralizzando il lavoro dei tribunali e mostrando che “i diritti del uomo” sono per loro sopra tutto i diritti dei giudei.

Si puó affermare che oggi il mondo democratico sta totalmente sotto il controllo finanziario e politico della comunitá giudea internazionale, e certi banchiere eminenti (J. Attali ed altri) lo dimostrano con orgoglio. Non vogliamo che la nostra Russia, il suo rinascimento stando sempre impastoiato per una guerra senza regole, raffiguri fra questi paesi privati di libertá.

Per questo siamo costritti, tanto per la necessitá di difendere la nostra patria che per autodifesa personale, di rivolgerci Lei, Egregio Signore il Procuratore generale, con rivendicazione concrete, fondate sulla legislazione della Federazione di Russia, per mettere fino lla pratica di un tale estremismo :

1. Verificare i fatti relativi lla pubblicazione ed lla diffusione in lingua russa del codice giudeo « Chitsur Shulchan Aruch », per il Congresso delle Organisazione ed Associazione giudee di Russia (indirizzo ufficiale : 101000 Mosca, B. Spassoglinicevschi pereuloc, 10, edif. 1), che contengono, nelle sue edizione di 1999 e 2001, i precetti di astio verso tutti i non-giudei, evocati qui. Noi preghiamo di notare non si tratta solamente di un testo istorico antico, ma di prescrizzione applicabile oggi, come lo sottolinea il capo del Comitatoesecutivo del COARGR, il rabbino Z. Cogan nell’introduzzione al questo libro. Il gran rabbino A. Shaievitsh aggiunge che oggi il libro ha molto successo nei mezzi giudei en Russia. A Mosca, il libro fu venduto nei numerosi negozii giudei (per esempio, nella facoltá di giornalismo dell’Universitá Statale di Mosca) e, sicuramente, nelle sinagoghe. Nel 2004, il libro era venduto nell´edicola della sinagoga del COARGR (indirizzo qui sopra).

Se questo libro é riconosciuto come estremista, ció permetterá di svelare e segregare una di più importante fonte dell’estremismo. Nondimeno, ció devrebbe esser soltante la prima tappa. Per finire col estremismo, bisogna strappare le sue più profonde radici.

2. Per ció, richediamo di verificare la dichiarazione del rabbino Z. Cogan esposata nell’introduzione del libro, per quella egli riconosce che i precetti più estremisti erano censurati giacché possono offendere i non-giudei, ma sono insegnati nelle scuole giudee – iescive. Il rabbino Cogan invita direttamente i suoi correligionarii venir studiare queste offese nelle iescive. Per la verificazione, basta di analizzare il materiale didattico delle iescive di Mosca e tra altre quelle che si riportano lla struttura della Federazione delle Comunitá Giudee di Russia (FCGR) diritta per il rabbino Berl Lasar. Quella é caratterizzata per i rabbini Cogan, Shaievitsh e molti altri, come essendo di tendenza estremista « copiando le azione delle strutture criminale » (« Mezdunarodnaia evreiscaia gaseta » 2005 N 7-8 p. 1). Richiediamo di far esaminare questo materiale didattichi delle ieschive per traduttori ebraisti independenti (non-giudei) basandosi sui estratti del Talmud e del Shulchan Aruch secondo la traduzione del dottore Ecker citata qui sopra.

Se la verificazione confermera le dichiarazione del rabbino Cogan e se l’utilisazione del materiale didattico sera vietata – ció sera la seconda tappa importante nell’estirpazione delle fonte dell’estremismo. Bisogna tuttavia notare che questi testi costituono la base propria del giudaismo, che i giudei non recuseranno mai. Anche se loro censureranno certi fragmenti del libro, il loro astio sera trasformato nella sua forma orale (ció sempre era praticato per i giudei nei paesi cristiani). Per eradicare un tale estremismo, crediamo necessario di procedere alla terzia tappa applicare tutte le misure conforme lla legislazione russa amministrate contro altre associazione estremiste.

3. Ció vale a dire, sulla base del articolo 282 del Codice penale della FR, legge sulla «lotta contro le azione estremiste » (2002) e l’articolo 13-5 della Costituzione della FR (« sono vietate la creazione e l'attivitá d´ associazione delle quale gli scopi e le azione mirano a... incitare alla discordia sociale, razziale, etnica e religiosa »), esigiamo ufficialmente di cominciare una procedura giudiziaria in vista di vietare nel nostro paese tutte le associazione religiose e nazionale fondate sulla morale del « Shulchan Aruch » come organisazione estremiste. Bisogna anche impegnare la responsabilitá delle persone che hanno messo lla disposizione di queste associazione i beni dello Stato e dei municipii, e ció senza considerazione delle funzione esercitate. Richiediamo ugualmente di esaminare la questione : se tali individui, portatore di tale morale, quando loro appartenenza lle organisazione estremiste sta provata, possono adempiere funzione importante statale o nei mass-media (« quarto potere »).

4. Richiediamo di tener conto dei risultati di queste verificazione in tutti i processi giudiziarii nel corso incolpando i patrioti russi di « antisemitismo », anche nei processi anteriori iniziati per le parte giudee, per verificare in quelle misure sono giustificati alla luce dei argumenti qui sopra.

Se Lei estima, Egregio Signore il Procuratore generale, che la nostra richiesta non puó esser presa in conto perche non riempiamo qualche condizione che non conosciamo o che ella contiene errori formali di procedura – siamo pronti di correggere il testo. Tutti i firmatori della lettera hanno dato il questo diritto ai mandatarii. Tuttavia, ció non devrebbe esser una raggione per rifiutare la richiesta nella sua essenza.

Chiediamo d´espedire la risposta al indirizzo dei mandatarii.

Trasmettiamo una copia lla Duma di Stato loro chiedendo di presentare al Procuratore generale una interpellazione sui punti qui esposti.

7/20 marzo 2005, Domenica dell’Ortodossia

PS :

Il progetto della richiesta fu pubblicato il 15 dicembre 2004 su numerosi siti Internet (con versione variante secondo gli editori) e ció, per lo sottomettere alla discussione e raccogliere le firme. Il appello fu sostenuto per una ventina di deputati della Duma (ai quali siamo ricinoscenti malgrado i malinresi posteriori). Un mese dopo la prima presentazione del testo, fino gennaio 2005, uno scalpore mediatico fu artificialmente provocato nel mondo intero. Lo scopo era d´associare il appello alla commemorazione d´Auschwitz, per accusare i firmanti di « provocazione nazista » ed esigere la condannazione per « istigazione lla discordia nazionale », non la condannazione dei propagatori della morale del « Shulchan Aruch », ma della gente che si ne difendono. «Ufficcio dei diritti del uomo di Mosca » ed il Congresso dei Giudei russi hanno deposto in giudizio contro noi. Nei mass-media, il testo della richiesta era da nesuna parte pubblicato, soli gli articoli accusanti di « antisemitismo » e di « provocazione  » o interviste deformate colle persone che firmárono la lettera. Sotto la pressione dello scandalo mediatico, un gran numero di rappresentante di diverse strutture del potere della Federazione Russa ci hanno condannato senza giudizio, qualche firmanti furono oggetto di minaccie, e tutto questo senza alcun inchiesta, senza discussione giuridica, senza alcun esameno della nostra richiesta! Consideriamo queste dichiarazione come pura calunnia ed i maneggi delle autoritá come illegale.

Possiamo solamente ringraziare la potenza giudea e la gente che le sottomettono di aver chiaramente manifestato la loro mala fede, cercando, per accusazione di « antisemitismo », a mascherare il fondo del problema, aspetto che noi sveliamo nel nostro appello. Questa reazione conferma ancora una volta i nostri avvertimenti sul impatto immenso delle forze giudee mondiale nei mass-media e le strutture del potere nel nostro paese, fatti con quali non possiamo esser d´accordo nella nostra coscienza civile.

Come illustrazione, Signori Shvidcoi e Ghelman hanno ancora sfoggiato un bestemmiatorio insultanto la cultura russa e l´Ortodossia, comportamento tipico di portatori della morale giudea. Hanno organizzato Mosca, col dinao dei contribuenti, una esposizione chiamata « Russia-2 » mostrando una serie di « capolavori » insultanti (v. l´emissione TV « Russchi Vzgliad » del 27/02/2005). Ci uniamo alle protestazione dell’opinione pubblica russa che esige un inchiesta sul questo evento, ch´era una nuova manifestazione del estremismo russofobo e i´incriminazione dei responsabili di questi sacrileghi, anche al piú alto livello.

Non ambiciamo di raccogliere il piú di firme possibile perche la questione non sta legata alla quantitá. Nondimeno, supponiamo che milioni dei nostri compatrioti, non solamente russi ortodossi ma anche des rappresentanti d’altre etnie e confessione di Russia possono unirsi al nostro appello, se hanno l´occasione di farlo. Sapiamo anche che numerose personne indirizzárono direttamente al Procuratore generale il loro sostegno lla nostra azione. In qualche cittá associazione hanno preso l´iniziativa di indirizzare lle loro autoritá locale la stessa richiesta, chiedendo di verificare le attivitá delle comunitá qui basent loro moral sur les preceptes du « Shulchan Aruch ». Speriamo che queste protestazione saranno anche esaminate per la Procura.

Per questo fatto, consideriamo che il primo scopo del nostro appello é colpito : il tabú sulla morale anti-umana del « Shulchan Aruch » é tolto, e finalmente questo problema puó esser l´oggetto di una discussione pubblica. Le posizione che avranno le differente strutture del potere, i politichi, le personnalitá civile et religiose nella questa questione determinerá la linea di fronte della guerra contro la Russia : coloro che saranno pronti a difendere il nostro popolo, e coloro che lo tradiranno « per paura dei giudei." Speriamo che tra le autoritá, c´é la gente onesta, capabile di ridempiere il loro devere civile e di posizionnarsi in questa guerra di modo a non vergognarsi né davanti a, né davanti al popolo.

20 marzo 2005, Domenica dell´Ortodossia

Firme :

 

Anichin V . : Capo-redattore di « Astrachanscaya dergiava » (Astrachan)

Antonov V.V. : Redattore di « Imperschii Vestnic) (San Peterburgo)

Belov V.I. : Scrittore, vincitore del Premio di Stato (Vologda)

Boudianov V.P. : Capo-redattore di « Pamiat » (Novosibirsc)

Bourov Paolo (Padre) : sacerdote della Chiesa Ortodossa Russa (Mosca)

Bardughin V.I. : Vice-redattore di « Volga » (Saratov)

Gorelicov P.N. : Colonello, capo dell’organisazione « Ufficiali ortodossi » (Crasnodar)

Griaznov V.L. : Capo-redattore di « Russchii Front Moscovii » (Mosca)

Dzicovitschi A.V. : Capo-redattore di « Casatscii Vzgliad » (Obninsc)

Duscenov C. I. : Capo-redattore del giornale « Russ Pravoloslavnaya » (Saint Petersbourg)

Egorov A.G. : Capo-redattore del giornale « Vitiaz » (Siberia, Barnaul)

Ivashov L.G. : Generale, dottore in Scienze (Mosca)

Cartasceva N.V. : Poetessa (Mosca)

Clicov V.M. : Scultore, Artista emerito di Russia

Mironov B.S. : Scrittore, Presidente dell’Unione Slava di Giornalisti (Mosca)

Mironov V.L. : Capo-redattore del giornale « Russchii Front Cubani » (Crasnodar)

Mironova T.L. : Dottore in Filologia, ecrivain (Mosca)

Mcrtscian E.V. : Cantante, vincitore del Premio Poushchin (Mosca)

Nasarov M.V. : Scrottore, storico, capo dell’Edizione « Russcaia Idea » (Mosca)

Ossipov V.N. : Capo dell’Unione « Rinascimento cristiano » (Mosca)

Patscenco O.A. : Capo-redattore di « Crasnoiascaia gaseta » (Crasnoiarsc)

Rizco V.E. : Cineasta, produttore di documentarii (Mosca)

Soluianov A.P. : Generale, Eroe dell’Unione Sovietica, capo dell’Unione « Arcangelo Michele » (Mosca)

Spasschi B.V. : Secondo campione mondiale di scacchi, Capo-redattore di « Shachmatnaia Nedelia » (Pariggio / Mosca)

Shafarevitsh I.R. : membro dell’Academia delle Scienze (Mosca)

Shachmatov A.V. : Cantore lirico, Capo del Centro russo internazionale (Sidney / Mosca)

 

Ed altri (in tutto 5000 firme, di quale de numerosi membri del clero della Chiesa Ortodossa Russa).

 


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